Tra qualche giorno (7 aprile) compirà 71 anni: una vita dedicata al mondo dello spettacolo. Come nasce il suo interesse per il teatro?
L’interesse per il mio lavoro nasce da ragazzo, quando a Cossato vedevo in tv, che all'epoca era in bianco nero, i grandi comici italiani. Poi andavo al Cinema Micheletti, dove in seconda visione, passavano tante pellicole importanti. Poi crescendo e andando a Biella di sale cinematografiche all'epoca ce n’erano un bel po'.
Gli inizi sono sempre i più difficili ma forse anche quelli più ricchi di soddisfazioni: conserva un ricordo indelebile di quei momenti?
All'inizio bisogna trovare la propria identità. Io ero un giovanotto che aveva già le idee chiare. Indimenticabili le serate che organizzai negli anni '70 come “Cossato in piazza “, o le partecipazioni al “ Palio dei Rioni”. Lì nacque il mio rapporto con TeleBiella e Peppo Sacchi dove realizzai i mie primi lavori televisivi.
Un aspetto curioso: lei e la televisione italiana siete nati nel 1954. Avrebbe mai immaginato che sarebbe diventato uno dei volti più noti della televisione?
Immaginato no...ma sperato sì. E mi sono dato da fare. Nel mio percorso è stato determinante aver incontrato persone come Giancarlo Nicotra, regista Rai, e poi Antonio Ricci, con il quale lavoro ininterrottamente da 42 anni. Quindi, io e la tv siamo coscritti e… ci diamo del “tu”.
Lei ha anche recitato in alcuni film di successo e collaborato con registi importanti, come Enrico Oldoini, Neri Parenti, i fratelli Vanzina, Pupi Avati e Mel Brooks: che esperienza è stata?
Forse vuoi dire “che esperienza è”, non è mica finita. A breve lavorerò in un altro film. Il cinema è sempre stato, con la tv, una mia grande passione. Aver lavorato con grandi registi italiani e americani è un successo del quale vado fiero. Ho girato 5 o 6 film tra Hollywood, Stati Uniti e Canada. Ma anche ai Caraibi, in Francia, a Malta , a Monaco, in Bulgaria e altri paesi. Tanti film memorabili e una marea di premi.
Il suo nome è legato soprattutto a Striscia La Notizia e al suo sodalizio artistico con Enzo Iacchetti: qual è il segreto di questa alchimia dopo così tanto tempo?
Con Enzo, oltre che colleghi, siamo amici. Mai un litigio, tante risate anche nella vita privata. Ci vogliamo bene e credo in tv si veda.
Nonostante la fama e il successo, lei è rimasto legato alla sua terra d'origine. Lo scorso anno è stato nella “sua” Cossato con lo spettacolo “Una vita sullo schermo”: che effetto le fa tornare ogni volta nel Biellese?
Bellissimo, tornare a Cossato nel teatro ora rinnovato del paese, dove sono nato è sempre una grande emozione. Con Enrico Moggio, il sindaco, mi lega poi un’amicizia di famiglia nata quando suo padre era il nostro medico. Quando torno nel Biellese scattano i ricordi, la mia gioventù, i miei sogni, gli amici, la Cossatese ove ho giocato da ragazzo”.
Da tempo si parla di attirare turismo e visitatori a Biella: che consiglio darebbe agli amministratori?
Il Biellese è un posto magico: dovrebbero girare degli spot e fare delle campagne dove si raccontano le tradizioni, la storia, le bellezze paesaggistiche e d’arte. E non ultime le attrazioni di eventi come la Passione di Sordevolo, le fioriture della Burcina, Bielmonte e lo sci, cibi e vini che oggi attirano molto. Biella è unica, va fatto sapere perché”.